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I 5 migliori film sull’autunno

Con la prima caduta delle foglie dagli alberi, diamo un’occhiata ai migliori film ambientati in autunno.

Se l’estate è stata la calda stagione dei film, soprattutto per quanto riguarda il mercato americano, storicamente l’autunno si presenta sul grande schermo come la stagione della malinconia, dei drammi e della realizzazione del cambiamento.

I film autunnali raccontano la malinconia

Infatti i film estivi solitamente esaltano il senso di possibilità e opportunità edonistica, ma con l’autunno la maturazione comincia a realizzarsi. Per un breve e bellissimo momento, il colore caldo dell’estate è ovunque, ma poi le foglie cadono, le notti scuriscono e si fanno più lunghe, e un manto di malinconia si deposita sulla terra in attesa dell’arrivo dell’inverno.

Solitamente le ambientazioni e le location come parchi immersi nelle grandi città, o piccole realtà di provincia assopite, forniscono il set perfetto per storie intense, drammatiche, o commedie romantiche agrodolci. Sempre che non si approfitti della notte di Halloween per raccontare una storia del terrore, o del Giorno del Ringraziamento per trattare un tema famigliare.

I 5 migliori film autunnali

Andiamo quindi a scegliere cinque pellicole che, secondo me, meglio rappresentano la stagione delle foglie cadenti.

1. LO STRANIERO (Orson Welles, 1946)

“Fa buio presto in questi giorni,” dice il magazziniere Potter (Billy House) mentre ammazza il tempo nell’attesa che l’astuto investigatore Wilson (Edward G. Robinson) inizi il suo turno. E di sicuro, le foglie sono cadute dagli alberi nella piccola cittadina di Harper nel Connecticut, lasciando i rami spogli per l’inverno rigido.

Il drugstore di Potter è il magazzino che rifornisce una piccola città di provincia, ed è un punto di incontro della comunità pari solo alla chiesa e la scuola. Ma c’è un estraneo in questo ritratto apparentemente innocuo e salutare: un nazista di alto rango, Franz Kindler (Orson Welles), si nasconde nella comunità come un rispettabile maestro di scuola dal New England, mentre attende il sorgere di un Quarto Reich.

Terzo film di Welles, dopo “Quarto Potere” (1941) e “L’orgoglio degli Amberson” (1942), Lo Straniero ha dimostrato di poter essere un pur troppo perfetto thriller, che non lascia dubbi sull’immaginazione dietro la macchina da presa. È la rappresentazione di un frammento famigliare all’Americana, ma affronta un lato orrorifico nel mostrare filmati dei campi di concentramento nazisti, ancora troppo recenti nella memoria collettiva.

2. HALLOWEEN (John Carpenter, 1978)

Se ambientare i film slasher durante la notte di Halloween è ormai cliché, è probabilmente colpa di John Carpenter. Con alcune eccezioni degne di nota (“Arsenico e vecchi merletti”, del 1944; l’indimenticabile sequenza di Halloween di “Incontriamoci a St. Louis”, 1944), i film avevano fatto sorprendentemente poco utilizzo di questa festa, fino a quando Carpenter ha introdotto il mascherato psicopatico Michael Myers, lasciandolo libero in un classico quartiere di periferia, dove la promiscuità sessuale degli adolescenti incontra la sua sete di sangue.

La formula slasher di Carpenter si è rivelata così influente sul cinema horror nei decenni successivi, che il team di Scary Movie lo ha ritenuto maturo per la parodia 20/30 anni più tardi. Ma si può ancora vedere la versione originale del 1978 e sentire lo stesso terrore: quelle inquadrature in POV, che si nascondono intorno alle case e alle finestre esterne; i titoli di testa con quella zucca illuminata e la colonna sonora terrificante realizzata dallo stesso Carpenter; il momento agghiacciante in cui il dottore arriva al manicomio, con i detenuti attorno alla sua auto. All’arrivo della notte di Halloween, molti di noi sentono il bisogno annuale di andare a letto con un film horror; “Halloween” di Carpenter è ancora la scelta perfetta!

3. RACCONTO D’AUTUNNO (Eric Rohmer, 1998)

Prima di Sideways (Alexander Payne, 2004), i critici hanno potuto rispolverare le loro metafore sul vino grazie a questo ‘effervescente’ dramma romantico di Éric Rohmer, l’ultima opera della sua quadrilogia sulle stagioni. Ambientato intorno a una vigna nella Valle del Rodano, è la storia di una produttrice di vino di mezza età, Magali (Béatrice Romand), che viene convinta da un amico ad inserire un annuncio per cuori solitari, sul giornale locale. Lei ripone poche speranze su come trovare il suo uomo – dopo tutto lei è sempre più in là con l’età e il suo lavoro la mantiene occupata e lontana dal mondo. Eppure, come spesso accade nei film di questo regista, il ragionamento e la razionalità sono messi alla prova da una semplice catena di eventi, gli ingranaggi di in una ipotetica macchina del destino si muovono delicatamente.

Rohmer ha trattato molte volte l’estate (Pauline alla spiaggia, del 1983; Il raggio Verde, 1986), ma in questo caso coglie serenamente un paesino francese al momento della raccolta del vino, il passaggio di un giorno di autunno e la luce dorata di un sole calante. Stephen Holden ha scritto sul New York Times: “Il film evoca un’atmosfera così sensuale – il canto degli uccelli, il vento e la luce e le ombre che delineano la stagione, e il momento della giornata, con una precisione sorprendente – che ci sembra di essere trasportati nei campi di Magali”

4. RUSHMORE (Wes Anderson, 1998)

Vendemmia, Halloween e la caduta delle foglie, ma non dimentichiamo che l’autunno è anche il tempo del ritorno a scuola, con tutti i timori e le emozioni che accompagnano i bambini appena usciti dalla lunga villeggiatura estiva. Per Max Fischer (Jason Schwartzman), brillante studente della scuola Rushmore, il ritorno a scuola è eccitante. Sogna equazioni matematiche diaboliche, elenca Harvard come la sua opzione di ‘riserva’ per l’università, e partecipa ad ogni immaginabile attività extra-curriculare: insomma, Max vive per la sua vita scolastica. “Qual è il segreto, Max?” gli chiede Herman Blume (Bill Murray), un amico milionario abbagliato dal savoir faire del ragazzo. “Immagino che tu debba trovare qualcosa che ti piace fare”, risponde Max, “e poi farlo per il resto della tua vita. Per me, lo sto facendo alla Rushmore “.

Ambientato durante l’autunno, con i cartelli che segnano ogni  passaggio da settembre a ottobre e novembre, Rushmore rimane tra le realizzazioni più positivamente eccentriche di Wes Anderson.

5. LONTANO DAL PARADISO (Todd Haynes, 2002)

L’autunno non è mai così bello sullo schermo come nel film di Todd Haynes, un omaggio ai melodrammi degli anni ’50 di Douglas Sirk, che raccoglie l’eredità di Secondo Amore, e la eleva. Siamo tornati nella provincia del Connecticut, nel 1957, e la casalinga Cathy Whitaker (Julianne Moore) e le sue amiche casalinghe si stanno preparando per la stagione vestendosi di tonalità rosso pastello, verde e marrone.

Ma attenzione ad indugiare troppo su quella bellezza retrò, precedente allo stile di “Mad Men”. Come Sirk, anche Haynes ci tiene a rappresentare l’ambiguità e la doppia faccia ipocrita della provincia. In una trama che raccoglie elementi da “Secondo Amore” fondendoli con il classico di Sirk “Lo specchio della vita” (1959), i pregiudizi della comunità si stringono attorno a Cathy dopo che suo marito, un manager (Dennis Quaid) rivela di essere gay, e Cathy cerca conforto tra le braccia del loro giardiniere di colore (Dennis Haysbert). Film davvero intenso e malinconico.

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