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Come realizzare un gran film secondo Wes Anderson

Ammettiamolo. Come creativi, l’aspirazione massima che scaturisce dai nostri faticosi e -spesso- malpagati lavori non è nient’altro che creare qualcosa che sia ‘riconoscibile’, affinare uno stile e creare un segno, come una firma.

Nella storia del cinema, i cineasti che hanno solcato e reso ‘riconoscibile’ il loro tratto sono in pochi. Wes Anderson è uno di loro. Ne avrete già sentito parlare sicuramente, e non mi dilungherò nell’elencare le caratteristiche peculiari e lo stile inconfondibile dei suoi film, ma mi piacerebbe svelarvi i suoi segreti, come lui li ha raccolti.

Come realizzare un gran film secondo Wes Anderson

Ecco quindi che vi conviene prendere un bloc notes per gli appunti, sgranare bene gli occhi e leggere questa interessante guida su come realizzare un gran film. La parola a Wes Anderson:

1. Anche con materiale d’ispirazione, trova la tua storia

I film vengono spesso adattati da un libro. Prima di tutto non sarei sorpreso se il 60% degli elementi di un film fosse tratto da un libro. I libri tendono ad essere scritti prima. Con Grand Budapest Hotel ho rubato tutto quello che potevo rubare, ma non avevamo il permesso per utilizzare i diritti. Il libro era di dominio pubblico da tempo, questo film non è effettivamente adattato. Rispetto a tutti i particolari delle opere di Zweig, ci sono molti dettagli in più, solo l’idea generale è stata presa da Zweig: diciamo che questo è il mio modo preferito per iniziare a lavorare. Quando mi sono ispirato ad un libro, quello che voglio fare è cercare non di adattarlo, ma di mostrare la mia versione della storia.

Quante volte diciamo che il film era molto meglio del libro? Quasi mai. Raramente i libri sono belli quando sono ridotti a 100 minuti sullo schermo: è ovvio.

2. Sottile o sorprendente: trova il tuo modello di ispirazione

Il primo film di Antonioni che ho visto era “L’Avventura”, che è stato un successo internazionale. Quando avevo 19 anni e avevo un’idea di come fare un film, improvvisamente ho scoperto questo regista italiano, Fellini. Il suo tono e il suo stile sono così forti, come nessun altra storia del cinema: ma era un tono comico! Quando ho visto “L’avventura” invece sono stato molto sorpreso, perché è stata una grande rottura con la tradizione dei film realizzati prima. La ma reazione immediata è stata davvero di sorpresa: voglio provare a fare un film come questo!

3. E poi trova la tua musa

Amo il film “La grande bellezza”: è legato a “La dolce vita”. Toni Servillo ha un viso così incredibile, con tanta emozione. Lui è una musa per Sorrentino. Nel corso del tempo, in molti film devi avere anche più di una musa. Loro due hanno questo tipo di spettacolare collaborazione.

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4. Horror? Mai dire mai

Ho pensato di fare un film horror. Ho pensato di fare anche un film di Natale. L’horror è un genere in cui un cineasta può usare tutti i trucchi e le tecniche per influenzare le emozioni: lo può fare. Con i tipi di film che faccio si suppone che “questa parte dovrebbe essere divertente” oppure “questa parte dovrebbe essere triste”; ma questo sta a voi dirlo. Io non lo so. Non sono sicuro questo sia il modo in cui volevo fare un film. Quando invece si scrive un horror, o un thriller, spesso si dice che “dovresti aver paura qui” oppure “dovresti essere sollevato qui”. Mi piace l’idea dei paletti e degli obblighi di lavorare con un genere come questo: ho realizzato alcune scene del genere. Mi piacerebbe farne un film.

5. I film di genere sono un buon modo per fare cassa

La cosa buona di un film di Natale ad esempio, è che se si realizza una grande canzone di Natale, o un film o un libro, come Dickens ci ha mostrato, si può fare una grande fortuna, perché tornano ogni anno. Finché si ha una buona storia, è un evergreen.

6. Lavora il giusto

Spendiamo tutti questi anni assorbendo tutte queste cose, leggere, guardare film e riempirci la vita di cose da fare. La maggior parte delle volte non rallentiamo mai. C’è una tendenza a fare solo il tuo lavoro e riempire la tua vita del tuo lavoro. Quello che sto cercando di fare in questo momento è rallentare, continuare a guardare e ascoltare, che penso sia la cosa più importante di tutte.

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7. Devi essere un fan

Questa è una cosa molto rara nel mio campo. Credo che molte persone che continuano a fare arte debbano essere anche fan di quello che fanno, allo stesso tempo.

8. Trova la tua Crew

Fin da quando sei piccolo, hai dei mentori, ma hai anche dei coetanei con i quali formare una combriccola. E questa è una cosa di un valore inestimabile. Queste persone ti dicono quando stai andando nella direzione sbagliata. Tu rubi qualcosa da loro, sono persone con le quali competi, ma sono anche le stesse persone con le quali stringere alleanze e che si sostengono a vicenda.

9. Comincia dai personaggi

Per me un film o un progetto comincia quando inquadro un personaggio, o un gruppo di personaggi: solitamente c’è una sorta di mondo rinchiuso lì dentro. L’esempio del mio ultimo film (Grand Budapest Hotel) è che esiste una persona sulla quale abbiamo modellato il personaggio che ha interpretato poi Ralph Fiennes. C’è una vera e reale ispirazione da quel personaggio. Questo personaggio è una persona che io e lo scrittore del film, Hugo Guinness, conosciamo. In quel caso abbiamo aggiunto uno stile: volevamo scrivere nel modo in cui questa persona parla, per creare il personaggio in questione. In questo caso quindi è stato il personaggio la cosa che è nata per prima.

10. Non forzare il tuo stile

Lo stile che a me interessa è quello delle altre persone, e per quanto riguarda me stesso non ci penso realmente, perché ci sono delle cose che sento, dalle quali non posso scappare. Alcune volte non sono neanche in controllo di esse. Così procedo realizzando una cosa alla volta: io costruisco il film in questo modo.

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