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6 Regole per dirigere (bene) un attore non professionista

Una delle competenze più utili per ogni bravo regista è sapere come tirare fuori una performance decente praticamente da chiunque. È vero, non ci aspettiamo che Robert De Niro emerga da qualcuno che non è mai stato davanti la macchina da presa, ma il saper insegnare e la pazienza di solito possono far terminare il lavoro con un buon risultato.

Quando trovi l’attore non professionista?

Anche se la maggior parte delle volte che lavorerai con attori non professionisti sarà in prodotti commerciali (spot pubblicitari, videoclip, shooting di moda, video di formazione, etc.), questi suggerimenti possono essere applicati a tutte le situazioni di regia. Infatti il filmmaker che vuole farsi le ossa dovrà necessariamente cominciare da piccoli lavori, come i cortometraggi, e si troverà a dover contattare, per necessità limitate di budget e tempo, anche personaggi che non non sono abituati ad essere ripresi, o seguire un copione di battute. Quindi, come vedi, i campi dove lavorare con attori non professionisti sono numerosi.

Come dirigere un attore non professionista

Ecco quindi le mie regole per dirigere al meglio un attore non professionista.

1. Valuta la situazione

La prima cosa che devi sapere prima di affrontare qualsiasi progetto, è sapere esattamente quello che vuoi realizzare. Se questo consiglio ti sembra banale, sappi che è qualcosa che può essere facilmente perso per strada quando si tratta con i clienti e le loro aspettative.

Se si sta producendo uno spot, qual è l’obiettivo dello spot? (oltre la semplice vendita dell’oggetto) Stai cercando di affermare il brand in un certo modo? Stai cercando di trasmettere la personalità del prodotto? Se stai girando un video aziendale o di formazione, quali sono i punti importanti che si desidera far passare?

Ora dai un’occhiata all’attore non professionista che stai cercando di dirigere. Spesso, devi tenere presente che lui -o lei- è lì perché ha una relazione con il produttore / cliente (un dipendente, o il figlio di un conoscente), e che forse sta lavorando gratis. Indipendentemente dal motivo per cui sono stati selezionati per stare davanti la macchina da presa, cerca di trovare i punti di forza e di debolezza e determina il modo migliore per mostrare i punti di forza e nascondere le debolezze.

Che cosa stai cercando esattamente? Sei alla ricerca di tratti di personalità – come questa persona si muove? Lui o lei parla gesticolando molto con le mani? Puoi anche guardare ai tratti fisici – cerca di trovare il miglior “lato” e regola l’illuminazione per mettere in evidenza le caratteristiche migliori del soggetto.

Ora, è molto probabile che la prima volta che incontrerai questa persona può essere sul set, quindi dovrai essere molto veloce e concentrato sul tuo lavoro di regista per adattare la tua strategia.

2. Usa un cartellone per le battute oppure no

Memorizzazione righe è la peggior paura di ogni attore non professionista. Il vero e proprio atto di recitare battute è così terrificante per alcuni, che in realtà può far letteralmente congelare il vostro attore.

Ma un ‘gobbo’ (o l’equivalente a bassa tecnologia: cartellone con linee guida) non è sempre la soluzione al problema. Alcune persone sono semplicemente lettori terribili, soprattutto quando tutte le emozioni vengono scaricate sull’inflessione dalla loro voce, durante la lettura di un passaggio.

Se stai facendo una lunga presentazione con un sacco di battute formulate precisamente, hai ben poca scelta, se non quella di utilizzare un gobbo. Ma se si sta lavorando con un progetto in cui la sceneggiatura è un po’ più trascurabile ma la dimensione visiva è il punto di forza, può essere una buona idea eliminare gobbo e cartellone, e lasciare che l’attore reciti le battute a memoria.

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3. Fai sentire il tuo talento tranquillo e al sicuro

Non ho intenzione di iniziare di usare la parola “talento” in modo sarcastico. È facile guardare dall’alto verso il basso gli attori non professionisti, ma è così che si finisce per sbagliare. Ognuno è in grado di agire in un modo o nell’altro. Il tuo compito è di convincere la persona a fornire le informazioni che tu desideri (perché hai valutato la situazione, come al consiglio numero 1) in modo naturale.

E tu farai bene il tuo lavoro, se fai sentire il talento a proprio agio e sicuro. Che cosa significa esattamente? Per ogni individuo è diverso. Magari può essere semplicemente dargli una bottiglia d’acqua e fargli sentire il “trattamento da star”.

L’attore si sente più a suo agio seduto dietro una scrivania? O si sente meglio con una tazza di caffè in mano? Oppure gli piace usare le mani per parlare? Script permettendo, devi mettere l’attore in un ambiente più confortevole possibile. Alcuni attori usano lo standard “Motore, ciak, e… Azione!” Come un modo per far scoccare la miccia per una scena, ma a un non-attore, può darsi che la pressione può innescare un meccanismo contrario.

A seconda della situazione, prova a sostituire la parola “azione” con “vai” oppure “quando sei pronto”, e lasciare che l’attore cominci quando lui / lei è più comodo. Generalmente quando si lavora con attori non professionisti, l’inizio è sempre la cosa più difficile.

A volte il sentirsi a proprio agio è una questione di comunicazione di tutto il personale, anche di quelli propriamente non essenziali. Sapere che una dozzina di persone ti stanno guardando è molto più stressante per un attore non professionista, rispetto a solo l’operatore di ripresa e la macchina da presa. Talvolta, può essere anche solo la presenza di una persona in particolare a causare lo stress.

Ora non c’è bisogno di agire come un boss della mafia durante le riprese su un set, e non tutti i presenti in scena hanno lo stesso effetto sull’attore indeciso. Alcune volte si può chiedere alla persona che causa lo stress di occuparsi temporaneamente di un altro compito, o semplicemente essere diretto e dire loro: “Penso che tu stia rendendo l’attore nervoso, potresti tornare tra un paio d’ore? Grazie”. La maggior parte delle persone capiranno.

4. Non mostrare frustrazione 

Sulla stessa linea dell’attenzione che il talento si senta sicuro e confortato, allo stesso modo il regista deve essere in un costante stato di calma e di fiducia. Non devi mai permettere che il tuo attore si senta come se tu non fossi dalla sua parte – anche se il tuo istinto da filmmaker ti dice che “Questo qui è un cane a recitare!” non lasciare che tutto ciò interagisca con lui, non mostrarlo.

Inoltre, non lasciare mai che qualsiasi frustrazione verso qualsiasi altra cosa che va storta renda l’attore nervoso.

Invece, concentrati sempre sugli aspetti positivi della performance. Cos’è andato bene? Sii costruttivo nella tua critica. Invece di dire: “che non era molto buono”, prendilo da parte e digli: “facciamolo di nuovo, ma questa volta voglio che tu faccia X, Y, Z“: insomma, una critica specifica e diretta con le istruzioni attuabili.

A volte si può anche gettare la colpa sul Popolo dei tecnici (ma buttala lì come scherzo) come un modo per alleviare la pressione dal talento. Potresti dire: “E ‘stata colpa del cameraman, facciamolo di nuovo” ma assicurati che il cameraman sia abbastanza professionale per gestire la cosa.

Sul set è importante essere sempre concentrati. Segui questi consigli!

5. Sistema tutto in post produzione

Sì, è vero, queste sono le parole più terribili da pronunciare su un set. Ma c’è anche la leggenda che recita: ”Il montaggio trasforma bravi attori in grandi attori“. Il trucco è quello di fare qualcosa di “risolvibile” in post, cioè fornire materiale sufficiente per il tuo montatore, in modo che possa lavorare sulla performance dell’attore.

Il primo e miglior consiglio è quello di abbattere i lunghi monologhi, trasformando i dialoghi in blocchi brevi e facilmente realizzabili. Qui è dove i duri cominciano a giocare. Hai bisogno di conoscere i punti di sceneggiatura che ti permettono un taglio logico, e interrompere la scena.

Abbattere le grandi sezioni in pezzi fattibili è un ottimo consiglio, anche per la difficoltà degli attori non professionisti a memorizzare le battute.

Se riesci a disporre di due macchine da presa, questo potrebbe anche aiutare il vostro editor a sistemare le cose in post. Puoi sistemare una macchina da presa inquadrando un campo medio, e la seconda macchina da presa nella stessa angolazione ma su un primo piano stretto, si avrai più libertà per fare tagli tra le due inquadrature differenti.

E ricorda di avere un sacco di grafiche e materiale girato riempitivo (dettagli, establishing shots, ecc..), per aiutarti nelle modifiche.

6. Divertiti!

Il filmmaking è la più divertente delle arti dello spettacolo. Quale altra arte performativa ti permette di sbagliare e rifare tutto daccapo? (ok, forse la produzione musicale in studio). Se stai lavorando con un attore non professionista, quella persona dovrebbe sentire il divertimento di essere in una produzione video. Certo, potrà essere nervoso nel ricordare le battute o nel guardare verso la macchina da presa, ma alla fine della giornata, devi solo desiderare che l’esperienza del tuo attore sia stata più che positiva!

Se vuoi conoscere altri trucchi del mestiere del filmmaker, iscriviti al corso della Romeur Film Academy!

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